Montepaschi e il Piano Isacco

Dicembre 30, 2020 - Tempo di lettura: ~1 minuto

Il 2020 è un anno triste per Banca Mps. Non avviene se non di brutto. Lo stato vorrebbe cedere la banca a Unicredit, Unicredit non vuole (perché sa che ci rimetterebbe).

La prospettiva allarma i politici toscani per il banal motivo che comporterebbe una ristrutturazione delle sedi direzionali a Siena e Firenze. Una perdita non tanto di posti di lavoro (in banca ancora non si licenzia, si prepensiona semmai, oppure si trasferisce) quanto di potere decisionale e indotto per l'economia locale.

Proprio al fine di difendere il territorio, la Fondazione Mps (una volta possedeva la maggioranza di Banca Mps, oggi una inezia) ha da tempo presentato richiesta risarcimento per circa 4 miliardi.

Con l'obiettivo di farseli dare liquidi? Certo che no, una cifra del genere è fuori portata. Piuttosto con l'obiettivo di farsi ricevere un giorno di fine dicembre da Gualtieri e illustrargli una possibile transazione:

tu Mef ci dai la tua quota del 64% azioni banca (valore 650 milioni) e noi Fondazione Mps ci si contenta e si ritira la richiesta risarcimento

Fonti dei servizi segreti (facebook) informano che questa prospettiva ha addirittura un nome evocativo: Piano Isacco.

Chissà nelle segrete stanze che avrà detto Gualtieri, come avrà considerato questa possibilità.

www.gazzettadisiena.it/il-futuro-di-mps-sono-giorni-decisivi/